L’avrete sicuramente già sentita questa parola, ma cos’è il Guerrilla Marketing?

Il termine è stato coniato dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson, e sta ad indicare una strategia pubblicitaria che utilizza mezzi non convenzionali, con lo scopo di arrivare in maniera diretta al consumatore “colpendolo” nelle sue abitudini quotidiane, ovvero quando è al minimo la prevenzione verso messaggi pubblicitari (a differenza di quando si guarda la televisione o si ascolta la radio).

Il Guerrilla Marketing ha il fine di aumentare la visibilità di un marchio o di un prodotto, senza necessariamente vendere qualcosa. Lo scopo deve essere di spiazzare le persone, generare curiosità e divertire, in modo da spingere la diffusione verbale, innescando un “passaparola virale” del messaggio.

Nel corso degli anni il Guerrilla Marketing ha trovato numerosi utilizzi anche nel campo del sociale e in campagne di sensibilizzazione.

Particolare interesse hanno suscitato le opere di Bansky, un noto artista e writer inglese, di cui non si conosce il vero nome, che ha trasformato il Guerrilla Marketing in Guerrilla Art.

Lo stencil è la tecnica che predilige per realizzare le sue opere, che spesso trattano temi riguardanti la politica, l’etica e la cultura, e lanciano messaggi di protesta in chiave ironica.